A Teresa …grande scritto di Gino Strada

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tratto dalla pagina Voglia di libertà

 

A Teresa
“Ho voluto metterla alla fine questa dedica, perché tutto quello che precede, esattamente tutto, è stato possibile dalla generosità, dall’intelligenza, dalla pazienza e soprattutto dall’amore di Teresa.
Così una dedica si è trasformata nella logica conclusione di questo libro che, anche se poca cosa, è interamente suo.
Lei lo ha scritto lasciandomi scorrazzare per il mondo, lasciando che togliessi a lei, e a nostra figlia, tempo, dedizione, sostegno, e purtroppo anche amore.

Lei lo ha scritto, sopportando di non sentire mie notizie per mesi pur sapendomi in zone di guerra, sobbarcandosi da sola l’educazione di una figlia e i cento guai di una famiglia, aspettando i miei ritorni, ascoltando ogni volta le mie preoccupazioni, coccolando i miei sogni e le mie follie. Senza mollarmi mai, anche quando l’avrei capito cento volte.
Non sono mai stato capace di dirgliele di persona fino in fondo queste cose, per lo stupido orgoglio che è sempre lì a proteggere la mia fragilità.
Ma vorrei che lei sapesse che in ogni momento di questi lunghi anni, anche quando mi sentivo soddisfatto-indipendente-autonomo-realizzato, anche quando… non ho mai smesso di sentire dentro un po’ di tristezza, tanta nostalgia, un sacco di rimorsi.
Spesso mi sono sentito un ladro, un truffatore.
Avrei dovuto esserle vicino , darle amore e aiuto, partecipare i suoi problemi, insomma: esserci.
E invece ero in giro a occuparmi di me e di gente strana, col turbante e con gli occhi a mandorla , di bambini altrui, di sconosciuti che ho curato perché andava fatto ma forse, innanzi tutto , per la mia personale soddisfazione. A qualcuno sarà stato utile. Che cosa io abbia guadagnato non lo so, so di certo che cosa ho perso.
Tornassi indietro, rifarei quasi tutto. Vorrei solo che al mio fianco, in ognuno dei tanti luoghi pieni di sofferenza che ho visto, ci fosse sempre lei. A consigliarmi, a impedirmi di sbagliare, a dividere con me momenti importanti, che solo la sua presenza avrebbe potuto rendere irripetibili. A Teresa.”
(Gino Strada, “Pappagalli verdi”, Feltrinelli, 1999)