APPELLO AL PAPA E AI POTENTI DELLA TERRA.

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APPELLO AL PAPA

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APPELLO AL PAPA E AI POTENTI DELLA TERRA.

 

Il Papa tuona contro i potenti: “Su fame e natura Dio li chiamerà a giudizio un giorno”

“Il pianeta ha cibo per tutti, ma manca la volontà di condividere con tutti” ha detto Bergoglio durante la messa per l’apertura dell’Assemblea Caritas. Poi un nuovo appello per i cristiani perseguitati: “Non dimentichiamo queste ingiustizie”

“Dobbiamo fare quello che possiamo perché tutti abbiano da mangiare, ma anche ricordare ai potenti della terra che Dio li chiamerà a giudizio un giorno, e si manifesterà se davvero hanno cercato di provvedere il cibo per Lui in ogni persona e se hanno operato perché l’ambiente non sia distrutto, ma possa produrre questo cibo”. Papa Francesco ancora una volta torna sul tema della fame nel mondo e non risparmia un duro monito verso i governanti che “devono lavorare per assicurare il cibo a tutti”.

Questa volta Bergoglio approfitta della messa nella basilica di San Pietro per l’apertura della XX Assemblea generale di Caritas Internationalis per tornare su un tema a lui particolarmente caro e che aveva già affrontato lo scorso novembre quando aveva visitato la sede della Fao a Roma e aveva tuonato contro “la priorità del mercato” e “la preminenza del guadagno” che “hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria”. Nel 2013, in un videomessaggio in occasione della giornata mondiale contro la fame della Caritas, Bergoglio aveva definito uno scandalol’esistenza di “un miliardo di affamati”.

Oggi invece chiama in causa direttamente coloro che hanno in mano il destino delle nazioni: “Il pianeta  – ha ricordato Francesco – ha cibo per tutti, ma sembra che manchi la volontà di condividere con tutti. Preparare la tavola per tutti, e chiedere che ci sia una tavola per tutti”. Bergoglio ha successivamente aggiunto: “Pensando alla tavola dell’Eucaristia non possiamo dimenticare quei nostri fratelli cristiani che sono stati privati con la violenza sia del cibo per il corpo sia di quello per l’anima: sono stati cacciati dalle loro case e dalle loro chiese, a volte distrutte”. Poi ha rinnovato l’appello “a non dimenticare queste persone e queste intollerabili ingiustizie”.

Il Pontefice ha colto l’occasione per elogiare il lavoro della Caritas: “E’ ormai una grande Confederazione, riconosciuta ampiamente anche nel mondo per le sue realizzazioni. Caritas è Chiesa in moltissime parti del mondo, e deve trovare ancora più diffusione anche nelle diverse parrocchie e comunità, per rinnovare quanto è avvenuto nei primi tempi della Chiesa”. Poi ha spiegato: “La radice di tutto il vostro servizio sta proprio nell’accoglienza, semplice e obbediente, di Dio e del prossimo. Questa è la radice: se si toglie questa radice Caritas muore”.

Il papa ha spiegato che senso della missione della Caritas è da ricercare direttamente nel Nuovo Testamento: “Il Vangelo, annunciato e creduto, – ha ammonito Francesco – spinge a lavare i piedi e le piaghe dei sofferenti e a preparare per loro la mensa. Semplicità dei gesti, dove l’accoglienza della Parola e del sacramento del Battesimo si accompagna all’accoglienza del fratello, quasi si trattasse di un unico gesto: accogliere Dio e accogliere l’altro; accogliere l’altro con la grazia di Dio; accogliere Dio e manifestarlo nel servizio al fratello”. Infine l’importanza del ruolo del missionario Caritas: “Non è un semplice operatore, ma un testimone di Cristo. Una persona che cerca Cristo e si lascia cercare da Cristo; una persona che ama con lo spirito di Cristo, lo spirito della gratuità, del dono”.